Quasi sempre non serve un blog con un articolo a settimana. Serve se vendi qualcosa che le persone cercano su Google sotto forma di domanda ("quanto costa", "come scegliere") e c'è qualcuno in azienda che sa rispondere per iscritto. Altrimenti bastano 4-5 pagine ben fatte: cosa fai, dove sei, quanto costa all'incirca, come contattarti.
Il conto che nessuno fa è il tempo. Un articolo utile, con numeri veri e senza copiare da altri siti, richiede circa 3-4 ore fra idea, scrittura e controllo (stima, per chi non scrive di mestiere). Uno al mese sono 36-48 ore l'anno. Se le tue ore valgono 30 euro, sono 1.000-1.500 euro di lavoro tuo, prima ancora di sapere se qualcuno li legge.
Quando il blog ha senso e quando no
| La tua situazione | Blog? |
| Vendi un servizio su cui i clienti fanno domande prima di comprare (impianti, consulenze, lavori su misura) | Sì, ma pochi articoli e buoni |
| Il tuo cliente arriva da passaparola, Google Maps o WhatsApp e compra in fretta (bar, barbiere, negozio) | No: cura scheda Google e pagina contatti |
| Hai un sito nuovo, con pochi contatti, e non hai tempo da dedicargli | No: sistema prima le basi |
| Hai già un esperto in azienda che risponde ogni giorno alle stesse domande | Sì: ogni risposta diventa un articolo |
| Vuoi un blog solo "perché fa bene a Google" | No |
Cosa dice Google, e cosa no
Google, nelle sue indicazioni sui contenuti utili, non indica una lunghezza preferita e anzi cita il puntare a un numero di parole come segnale di contenuti scritti per i motori di ricerca invece che per le persone. Quindi non esiste "il numero di articoli giusto" né "le 1.500 parole". Esiste una pagina che risponde bene a una domanda che qualcuno scrive davvero. Ne basta una ogni tanto, ma buona.
Prima del blog: le cose che pesano di più
Se la risposta a una di queste è no, un blog non ti salva: porta visite su una pagina che non le trasforma in richieste.
Un blog non è l'unico modo di farsi trovare
Oggi le risposte di ChatGPT e Gemini pescano da pagine che rispondono in modo netto. Una pagina "Domande frequenti" fatta bene, con prezzi indicativi e tempi, spesso rende più di dieci articoli generici. Ne parliamo in come farsi citare da ChatGPT e Gemini.
Se decidi di farlo
- Parti da 3 domande che i clienti ti fanno davvero, non da parole chiave.
- Scrivi la risposta nelle prime righe, poi spiega.
- Metti numeri tuoi: quanto costa, quanto dura, quando non conviene.
- Se dopo 6 mesi nessuno ha cliccato, fermati. Non è un fallimento: è un dato.
Per essere chiari: noi di Providence teniamo un blog, ma facciamo siti, e il nostro cliente cerca spiegazioni prima di comprare. Per un parrucchiere o un'officina la risposta è quasi sempre un'altra. Se vuoi un parere sul tuo caso, il form del sito è il modo più rapido.
Domande frequenti
Quanti articoli servono perché il blog funzioni?
Non c'è un numero minimo. Meglio 5 articoli che rispondono a domande vere che 50 scritti per riempire. Se dopo qualche mese non portano richieste, il problema è il tema o il sito, non la quantità.
Posso farmi scrivere gli articoli da ChatGPT?
Puoi usarlo per una bozza, ma un articolo senza numeri tuoi né esempi del tuo lavoro è uguale a mille altri e nessuno lo cita. Il valore sta in quello che sai tu.
Un blog serve per comparire su Google Maps?
No. Su Maps pesano la scheda attività, le recensioni e le informazioni corrette. Il blog non c'entra.
Dopo quanto tempo un blog porta clienti?
Di solito mesi, non settimane (stima, dipende dalla concorrenza). Se ti servono clienti il mese prossimo, il blog non è lo strumento.