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WordPress, Wix o sviluppo su misura: come scegliere senza farsi fregare

La scelta non dipende solo dal budget, ma da cosa deve fare il tuo sito, chi lo gestirà e per quanto tempo vuoi tenerlo. Una guida diretta.

Se hai chiesto preventivi per un sito negli ultimi sei mesi, avrai ricevuto proposte che vanno da "ti faccio tutto per 800€ su Wix" a "sviluppo personalizzato da 12.000€". E probabilmente non sai esattamente cosa stai comprando in un caso e nell'altro.

Non è colpa tua: è un mercato dove i termini si usano in modo vago e i prezzi dipendono da decine di variabili. Proviamo a mettere le cose dritte.

Tre categorie, tre logiche diverse

Wix, Squarespace, Webflow sono piattaforme chiuse. Paghi un abbonamento mensile, hai un editor visivo, e il sito gira sui loro server. Costo tipico: 20–40€ al mese per un piano decente, più quello che hai pagato a chi te lo ha impostato (se l'ha fatto qualcuno per te). Il sito resta sulla piattaforma: se Wix chiude o cambia i prezzi, hai un problema.

WordPress è un CMS open source che installi su un tuo hosting. Usato dal 43% dei siti nel mondo. Ha decine di migliaia di plugin, template per ogni settore, e una community enorme di sviluppatori. Costo hosting: 5–20€ al mese. Costo di un sito fatto bene da un professionista: da 1.500€ a 8.000€, a seconda di quanto è complesso.

Sviluppo su misura vuol dire che qualcuno scrive il codice da zero per il tuo caso specifico. Nessun CMS preconfezionato, nessun template. Si usa quando le funzionalità che ti servono non esistono altrove — un configuratore prodotti complesso, un'integrazione profonda con sistemi gestionali, logiche di business molto specifiche. Costo: da 8.000€ in su, con manutenzione annua da preventivare separatamente.

La domanda che chiarisce tutto

Non è "quanto ho da spendere". È questa: cosa farà il tuo sito, e chi lo aggiornerà?

Se il sito è una vetrina — chi siamo, cosa facciamo, un modulo di contatto, qualche foto — allora Wix o un WordPress con template risolve il problema a un costo ragionevole. Spendere 10.000€ per una vetrina aziendale è quasi sempre uno spreco, a meno che il design e il brand siano davvero parte del tuo vantaggio competitivo.

Se il sito deve fare cose — vendere prodotti con logistiche complesse, prenotare appuntamenti con pagamento integrato, mostrare contenuti personalizzati per tipo di cliente, integrarsi con il tuo CRM o gestionale — allora WordPress con plugin specifici o lo sviluppo su misura diventano l'unica via percorribile. Non perché siano "più belli", ma perché gli altri non ci arrivano funzionalmente.

E chi lo aggiornerà conta moltissimo. Wix lo puoi usare tu in autonomia dopo un'ora di tutorial. WordPress richiede più attenzione: aggiornamenti regolari, backup, sicurezza. Se in azienda non hai nessuno che ci mette mano, devi preventivare un contratto di manutenzione — di solito 50–150€ al mese. Lo sviluppo su misura è il più rigido: senza lo sviluppatore che lo ha scritto, spesso non riesci a cambiare nemmeno un testo.

Quando Wix basta (e quando non basta)

Basta se vuoi essere online in fretta, hai un budget ridotto, gestirai il sito tu stesso, e le funzionalità che ti servono sono standard. Studi professionali, piccoli negozi, ristoranti, servizi locali: spesso Wix è la risposta giusta, non quella economica-ma-sbagliata.

Non basta se vuoi ottimizzare seriamente per la SEO (i costruttori visivi hanno limitazioni strutturali che penalizzano il posizionamento), se hai un e-commerce con molte varianti di prodotto, se hai bisogno di integrarti con sistemi esterni, se tra tre anni vuoi un sito che sia cresciuto con te senza dover ripartire da zero.

Il vero costo di scegliere male

Il problema non è pagare troppo o troppo poco adesso. È ritrovarsi tra due anni con un sito che non si può modificare, su una piattaforma che ha cambiato i prezzi, costruito su un template che ormai è ovunque — e dover ricominciare. Il costo di rifare un sito da zero è quasi sempre più alto di farlo bene la prima volta.

Quindi: prima di scegliere, scrivi su un foglio cosa deve fare il tuo sito oggi, e cosa vorresti che facesse tra tre anni. Poi porta quel foglio al preventivo. Chi ti fa una proposta senza chiederti niente di tutto questo sta vendendo, non consulendo.