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WhatsApp costerà di più dal 1° ottobre 2026, ma forse non riguarda te: dipende da quale WhatsApp usi

Dal 1° ottobre 2026 Meta fa pagare anche le conversazioni di assistenza su WhatsApp che oggi sono gratuite. Ma riguarda solo chi usa la piattaforma a pagamento, non l'app gratuita sul telefono. Come capire in quale dei due sei.

Marco ha un'officina meccanica a Salerno, tre dipendenti e un quaderno per gli appuntamenti che sta finalmente sostituendo. Risponde ai clienti su WhatsApp dal cellulare aziendale, con l'app WhatsApp Business scaricata gratis dallo store. Foto del preventivo, orario di ritiro, "sì disponibile venerdì". Gratis, sempre stato gratis, e continuerà a esserlo anche dopo il 1° ottobre 2026 — nonostante quello che si legge in giro sull'aumento dei costi di WhatsApp.

Il punto che quasi nessun articolo chiarisce è questo: esistono due WhatsApp diversi per le aziende, e solo uno dei due sta cambiando prezzo.

I due WhatsApp: quello di Marco e quello con il CRM

Il primo è la app WhatsApp Business, quella gratuita che si scarica sul telefono: un solo operatore, una sola persona che risponde, nessun collegamento a software esterni. Usata da milioni di piccole attività italiane esattamente come Marco.

Il secondo è la WhatsApp Business Platform (comunemente chiamata "API"): quella che permette di collegare WhatsApp a un CRM, a un chatbot, a un sistema di automazioni che risponde da solo o smista le richieste a più operatori. Non si scarica: si attiva tramite un fornitore (Twilio, 360dialog, o piattaforme italiane come Sendapp) che fa da tramite con Meta, e si paga — in un modo o nell'altro — per ogni conversazione.

Le modifiche di prezzo del 2026 riguardano solo la seconda. Se la tua azienda usa la prima, questo articolo ti serve solo per capire cosa NON ti riguarda.

Cosa è già cambiato il 1° luglio 2026

Meta ha aumentato le tariffe per l'Italia di circa il 15% in media, su categorie come i messaggi di marketing e quelli di utilità (conferme d'ordine, promemoria appuntamento). Per fare un esempio indicativo — la cifra varia a seconda del fornitore e va presa come stima, non come tariffa fissa — una conversazione di utilità è passata da circa 0,057€ a circa 0,066€.

Cosa cambia dal 1° ottobre 2026

Qui sta il cambiamento vero. Oggi, quando è il cliente a scrivere per primo — una domanda, un reclamo, una richiesta di assistenza — e tu rispondi entro 24 ore, quella conversazione è gratuita: si chiama "conversazione di servizio". È il canale che quasi tutte le PMI usano di più, perché il grosso del traffico su WhatsApp aziendale nasce così: il cliente scrive, tu rispondi.

Dal 1° ottobre 2026, Meta fa pagare anche queste conversazioni, alla stessa tariffa già applicata ai messaggi di utilità. Non c'è più una fascia gratuita per l'assistenza clienti su WhatsApp Business Platform.

Quanto pesa, in pratica

Dipende moltissimo da quanto la tua azienda usa WhatsApp per il supporto. Per dare un ordine di grandezza (stima, non tariffa ufficiale): un'attività che gestisce 300 conversazioni di assistenza al mese, a circa 0,065€ a conversazione, passa da 0€ a circa 20€ al mese solo di tariffa Meta. A questo si somma quello che il tuo fornitore di piattaforma già ti fattura a parte — abbonamento del software, spesso 20-100€ al mese, indipendente dal costo per conversazione. Chi fa campagne di marketing massive su WhatsApp o gestisce centinaia di conversazioni di supporto al giorno con un chatbot vede l'impatto crescere in proporzione; chi manda poche decine di messaggi al mese lo sente appena.

Cosa fare adesso

  • Se usi l'app gratuita dal telefono: non devi fare nulla, non ti riguarda.
  • Se usi un CRM o un chatbot collegato a WhatsApp: chiedi al tuo fornitore quanto stimano di impattare i tuoi volumi attuali — molti lo comunicano già via email prima di ottobre.
  • Se stai valutando ORA di passare dall'app gratuita a un sistema automatizzato (magari per gestire più operatori o un chatbot): il conto costi va rifatto includendo anche le conversazioni di servizio, non solo quelle di marketing come si faceva finora nei preventivi.

Quando non conviene preoccuparsene

Se sei un'attività che risponde a mano da un unico telefono e non hai bisogno di più operatori collegati, di automazioni o di integrazione con un gestionale, restare sull'app gratuita resta la scelta più semplice ed economica — prima e dopo ottobre 2026. Il salto verso la piattaforma a pagamento ha senso quando il volume di messaggi giustifica un'automazione, non per principio.