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Voucher Doppia Transizione: 150 milioni per le PMI tra digitale e sostenibilità, come funziona e quando conviene farne domanda

Il fondo dei Punti Impresa Digitale copre fino al 70% delle spese per digitalizzare o rendere più sostenibile la tua azienda. Come funziona il bando, come si fa domanda, e quando conviene davvero inseguirlo.

Marta ha un'officina meccanica a Bergamo, otto dipendenti e un gestionale che tiene insieme a fatica con Excel per le scorte di magazzino. Un cliente le ha parlato di un "voucher da 150 milioni" per digitalizzare l'azienda. Lei ha cercato su Google, ha trovato tre siti diversi con tre spiegazioni diverse, e ha chiuso la scheda senza capire se la riguardava davvero.

Il bando esiste, si chiama Voucher Doppia Transizione, ed è gestito dai Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di Commercio insieme a Unioncamere. Il fondo complessivo è di 150 milioni di euro sulla programmazione 2026-2029, non tutti disponibili subito: ogni Camera di Commercio apre il proprio bando territoriale, con importi e scadenze diverse da provincia a provincia. Le domande si presentano dall'8 luglio 2026 sulla piattaforma ReStart.

Cosa copre davvero

Non è un bando solo per software gestionali. Copre due direzioni insieme, come dice il nome: digitale e sostenibilità.

  • Intelligenza artificiale e automazione dei processi
  • Cybersecurity
  • IoT e sensori
  • Cloud computing
  • Software gestionali: ERP, CRM, big data e analytics
  • Consulenza specializzata e formazione del personale
  • Sostenibilità, ESG e comunità energetiche rinnovabili

Il contributo è a fondo perduto, in regime de minimis, e copre fino al 70% delle spese ammissibili. Ma qui arriva il punto che quasi nessun articolo dice chiaro: gli importi massimi del voucher non li fissa Unioncamere a livello nazionale, li fissa ogni singola Camera di Commercio nel proprio bando territoriale. La Camera di Commercio di Bergamo può stanziare un massimale diverso da quella di Salerno, con scadenze diverse. Prima di fare qualsiasi conto, vai sul sito della tua Camera di Commercio locale (o del PID di riferimento) e leggi il bando specifico, non un articolo generico su internet — nemmeno questo.

Come si fa domanda

PassoCosa fare
1Verifica il bando della tua Camera di Commercio: importi, scadenze e spese ammesse cambiano per provincia
2Prepara la domanda precompilata sulla piattaforma ReStart
3Individua un fornitore le cui spese rientrino tra quelle ammissibili (di solito serve già un preventivo)
4Presenta la domanda: molti bandi funzionano a sportello, quindi chi arriva prima ha più probabilità

Quando conviene, e quando è tempo perso

Conviene se hai già in mente un investimento concreto — un gestionale nuovo, sensori in magazzino, una consulenza di cybersecurity — e il voucher copre una parte di una spesa che avresti comunque fatto. In quel caso è denaro che non paghi due volte.

Non conviene se stai inseguendo il bando per trovare un progetto. Capita di vedere aziende passare due settimane a raccogliere documenti per un voucher che, fatti i conti tra tempo del titolare, commercialista e consulente che prepara la pratica, vale meno delle ore spese per ottenerlo. Se il tuo investimento in digitalizzazione vale 2.000€, un voucher che copre il 70% ma richiede una settimana di burocrazia va valutato con calma: a volte pagarlo per intero e partire subito costa meno, in tempo, di aspettare l'esito della domanda.

La regola pratica: prima decidi cosa ti serve davvero in azienda, poi controlla se il bando lo copre. Non il contrario.