Un idraulico di Bergamo mi ha scritto due mesi fa: "Voglio un'app per i miei clienti, così prenotano gli interventi da soli." Aveva già in testa il prezzo, gliel'aveva detto un conoscente: tremila euro, tutto compreso. Gli ho fatto una domanda sola: quante persone, secondo te, si scaricherebbero un'app solo per chiamare un idraulico due volte l'anno? Ci ha pensato tre giorni e mi ha richiamato dicendo che forse bastava un modulo sul sito.
Aveva ragione lui a fermarsi, non io a convincerlo. Succede spesso: chi vende siti e app ha tutto l'interesse a dirti che ti serve il progetto più caro. Io preferisco dirti quando non ti serve, perché è quello che ti fa tornare quando davvero ti serve.
Quando un'app ha senso
Ci sono situazioni in cui l'app non è un capriccio, è l'unico modo per risolvere il problema:
- Usi il telefono offline, o quasi. Un tecnico che lavora in cantina, in un capannone senza rete, in un magazzino sotterraneo: il sito web non funziona senza connessione, un'app sì, se è progettata per farlo.
- Hai bisogno di notifiche push vere. Non email, non SMS: notifiche che arrivano anche a telefono chiuso. Consegne, turni, allarmi.
- Usi funzioni del telefono che un browser non può toccare bene. Fotocamera con scansione codici a barre in tempo reale, Bluetooth per collegarsi a bilance o lettori, GPS continuo in background.
- I tuoi utenti la aprono tutti i giorni. Se il rapporto è quotidiano, un'app per i dipendenti che segnano le ore, una per i clienti di una palestra che prenotano i corsi, l'attrito di un'icona sulla home vale il costo.
Quando basta un sito (e costa un quarto)
Se i tuoi clienti ti cercano una volta ogni tanto, un preventivo, una prenotazione, un modulo di contatto, un sito responsive fatto bene fa lo stesso lavoro, senza che nessuno debba scaricare niente. Ed è il punto che quasi nessuno dice ad alta voce: un'app che nessuno scarica è peggio di nessuna app. Hai speso i soldi e il problema è ancora lì.
I numeri, per orientarti (variano da progetto a progetto, ma l'ordine di grandezza è questo):
| Sito responsive | App nativa (iOS + Android) | |
|---|---|---|
| Costo di sviluppo | 1.500–6.000€ | 8.000–30.000€+ |
| Tempo di realizzazione | 3–6 settimane | 2–5 mesi |
| Pubblicazione | immediata | revisione Apple/Google, 1–2 settimane, può essere respinta |
| Manutenzione annua | contenuta | 1.500–5.000€ (aggiornamenti sistemi operativi) |
| Come ci arriva il cliente | un link, funziona subito | deve cercarla, scaricarla, installarla |
La voce che sorprende sempre è la manutenzione. Un'app non è "finita" quando la pubblichi: ogni volta che Apple o Google aggiornano il sistema operativo, qualcosa può rompersi, e se non la aggiorni per un anno rischi che smetta di funzionare o venga rimossa dagli store. Un sito, se il codice è scritto bene, puoi anche non toccarlo per anni.
La domanda da farti prima di chiamare chiunque
Non "quanto costa un'app". Chiediti: i miei clienti la aprirebbero più di una volta al mese? Se la risposta è no, o non lo sai, il sito mobile-friendly è la scelta più onesta. Se è sì, e hai un motivo tecnico vero, non solo "fa più figo", allora l'app inizia ad avere senso, e a quel punto vale la pena valutare anche le alternative ibride (una sola base di codice per iOS e Android), che tagliano i costi rispetto al nativo puro con qualche compromesso su fluidità e accesso alle funzioni del telefono.
Il mio idraulico di Bergamo, alla fine, ha fatto un modulo di prenotazione sul sito con conferma via WhatsApp. Gli è costato meno di 2.000 euro ed è online da sei settimane. Se un giorno avrà bisogno di mandare notifiche push per gli interventi urgenti, ne riparliamo. Per ora, gli basta.