Ti arriva il preventivo dall’agenzia: 8.000€ per rifare il sito. Nello stesso momento, un freelance ti dice che per 1.200€ sistema le cose che non vanno. Quale scegli?
Non si risponde senza guardare da vicino cosa hai e cosa vuole diventare il sito. Ma ci sono domande precise che aiutano a capirlo.
Quando ha senso sistemarlo
Se il sito ha un’architettura sana ma presenta problemi di superficie — design invecchiato, alcune pagine lente, testi da aggiornare, qualche errore tecnico — spesso bastano interventi mirati.
Un sito WordPress su un tema solido, con una struttura delle URL sensata e contenuti buoni, può ringiovanire con un restyling grafico e qualche ottimizzazione. Costo tipico: tra 1.000€ e 3.000€, in 3-6 settimane. Risultato: sito aggiornato, senza perdere il posizionamento su Google che hai costruito nel tempo.
La regola pratica: se i tuoi contenuti sono buoni, se il sito viene trovato su Google anche solo un po’, e se i problemi sono visibili e isolati, conviene sistemare.
Quando rifarlo è l’unica via
Ci sono situazioni in cui aggiustare il sito è come rattoppare una barca che fa acqua dappertutto: spendi, poi spendi ancora, e alla fine hai ancora una barca rotta.
Il CMS è diventato un ostacolo. Se usi un sistema che non si integra con niente, che nessuno sa più usare, o che richiede di chiamare uno sviluppatore ogni volta che vuoi cambiare una riga di testo — portarselo dietro frena qualsiasi miglioramento futuro.
Il sito è lento e il problema è strutturale. Ci sono siti costruiti così male — template pesante, codice accumulato per anni, plugin su plugin — che nessuna ottimizzazione li fa andare abbastanza veloci. I Core Web Vitals restano pessimi qualunque cosa fai. In questo caso, ricostruire su basi pulite costa meno che combattere con qualcosa di irrecuperabile.
L’azienda è cambiata e il sito racconta qualcosa di diverso. Se hai cambiato i servizi che offri, il tuo cliente tipo, o il tono con cui vuoi presentarti, spesso il sito vecchio non si adatta — perché è stato costruito con una logica diversa. Sistemare qualche pagina non risolve: è tutto l’impianto che non funziona più.
Non hai le credenziali e non sai chi ha costruito il sito. Capita più spesso di quanto si pensi: sito fatto da un ex dipendente, un’agenzia scomparsa, un cugino del cugino. Nessun accesso al codice, nessuna documentazione. In questi casi è quasi sempre più semplice ripartire.
Il test delle quattro domande
- Il tuo sito appare su Google per le ricerche che ti interessano, anche solo qualche posizione? Se sì, vale la pena preservare quello che hai.
- Riesci ad aggiornare i contenuti da solo, quando vuoi? Se no, c’è un problema strutturale che non si risolve con un restyling.
- Su mobile il sito si usa senza dover stringere gli occhi? Se no, è urgente da sistemare in un modo o nell’altro.
- Sai dire in cinque secondi cosa fa il tuo sito, per chi è e perché dovrebbe contattarti? Se no, probabilmente bisogna ricostruire il messaggio — e il sito di solito va con lui.