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Rifare il sito o sistemarlo: come capire quale scelta ha senso (senza buttare soldi)

Hai un sito che non è più giovane e non sai se vale la pena rifare tutto o basta intervenire su quello che non funziona. Dipende da tre cose — quasi nessuno te le chiede prima di farti il preventivo.

Hai un sito che funziona, più o meno. Forse l'hai fatto tre anni fa, forse cinque. I clienti arrivano ancora, ma ogni tanto qualcuno ti dice che "fa un po' old style", o che da telefono è scomodo. E tu ti chiedi: conviene rimetterci sopra mano, o è meglio ripartire da zero?

La risposta onesta è che dipende da tre cose — e quasi nessuno te le chiede prima di venderti un rifacimento completo.

Prima di tutto: cosa non funziona davvero?

C'è una differenza tra un sito che ha un problema e un sito che è diventato un problema. Se il tuo sito carica in 8 secondi su mobile, probabilmente il problema non è come appare, ma come è costruito. Se invece il sito è veloce, viene trovato su Google e porta contatti, ma hai aggiornato la grafica l'ultima volta quando i menù ad hamburger erano una novità — forse ti serve una mano di vernice, non un cantiere.

Prova a rispondere a queste domande:

  • Riesci ad aggiornare i testi tu stesso? Se no, e se l'agenzia che l'ha fatto è sparita o vuole 80€ per cambiare un numero di telefono, è un segnale.
  • Il sito appare tra i primi risultati per le ricerche che contano? Non "per il nome della tua azienda" — per quello che cercano i tuoi clienti prima di sapere che esisti.
  • Quante richieste di contatto arrivano al mese? Se sei in grado di rispondere, ma arrivano pochissime, il problema può essere il sito o il traffico. Sono cose diverse.
  • Su telefono, funziona tutto? Oggi circa il 60–70% delle visite ai siti di PMI arriva da mobile. Se il modulo contatti non si compila, stai perdendo clienti senza saperlo.

Quando ha senso sistemarlo (senza rifarlo)

Se il sito è tecnicamente solido — carica in meno di 3 secondi, è responsive, ha un CMS che riesci a usare — spesso conviene intervenire in modo chirurgico:

  • Aggiornare grafica e colori
  • Riscrivere i testi (questa voce è spesso quella che impatta di più)
  • Aggiungere o correggere le pagine che non funzionano
  • Installare correttamente gli strumenti di analytics

Costi indicativi: da 800€ a 2.500€, a seconda di quanto è lungo il lavoro. Tempi: due–quattro settimane. Zero rischio di perdere posizioni su Google che hai guadagnato nel tempo.

Quando conviene rifare tutto

Ci sono situazioni in cui tenere in piedi il sito attuale costa più di ripartire:

  • Il sito è fatto su una piattaforma che non esiste più. Non si aggiorna, non si tocca, e su Chrome probabilmente non gira bene.
  • È costruito su un WordPress con 47 plugin, metà dei quali non si aggiorna da tre anni. Ogni aggiornamento rompe qualcosa. Sistemarlo è come riparare un'auto col nastro adesivo.
  • La struttura delle pagine non ha senso per il tuo business attuale. Magari hai aperto una nuova linea di servizi, hai cambiato mercato, o hai clienti completamente diversi rispetto a quando l'hai fatto. Il sito racconta un'altra storia.
  • Non riesci a farlo caricare in meno di 5 secondi su mobile, e hai già provato. Spesso il problema è nell'impianto, non nella superficie.

Un rifacimento completo, per un sito di PMI senza e-commerce, parte da circa 3.000–4.000€ e può arrivare a 10.000–15.000€ se hai molte pagine, contenuti specifici o integrazioni con gestionali o CRM. I tempi sono di solito 6–12 settimane.

La trappola da evitare

Il caso peggiore è quello in cui fai il rifacimento completo per ragioni estetiche, spendi 6.000€, e poi ti accorgi che il problema era il traffico — cioè che le persone giuste non arrivano sul sito, indipendentemente da come è fatto.

Prima di decidere qualunque cosa, guarda i dati. Quante persone visitano il sito al mese? Da dove arrivano? Quanto tempo ci restano? Se hai Google Analytics installato (anche male), quei numeri ci sono.

Se il sito riceve 50 visite al mese, rifarlo non risolverà il problema. Risolverà un altro problema — quello dell'aspetto — ma non è lì che si perde il cliente.

La domanda pratica per decidere

Chiediti: se il sito avesse il doppio delle visite di adesso, porterebbe il doppio dei contatti? Se la risposta è sì — le persone che arrivano, convertono — allora il problema è il traffico, non il sito. Lavora su quello.

Se invece hai traffico discreto ma poca gente ti contatta, lì c'è un problema nel sito. Può essere la struttura, i testi, la velocità, o la chiarezza di cosa fai. E a quel punto, prima di rifarlo tutto, prova a sistemare le singole cose che non funzionano: è più veloce, costa meno e impari cosa sposta davvero l'ago.