Marco ha un negozio di infissi a Bari. Ha chiesto tre preventivi per il sito nuovo: 600 euro, 2.800 euro, 11.000 euro. Per due giorni ha pensato che uno dei tre lo stesse prendendo in giro. Non era così: stavano parlando di tre prodotti diversi che si chiamano allo stesso modo.
"Sito web" non vuol dire niente, esattamente come "macchina" non ti dice se stai comprando una utilitaria o un furgone. La domanda giusta non è "quanto costa un sito", ma "cosa deve fare questo sito, esattamente".
Le tre fasce, con dentro quello che c'è davvero
| Fascia | Cosa include | Quando basta |
|---|---|---|
| 300 – 1.000 € | Template premontato (Wix, WordPress con tema pronto), 4-5 pagine, i testi li scrivi tu | Vetrina informativa, poche modifiche nel tempo, budget stretto |
| 1.500 – 4.000 € | Design personalizzato su piattaforma esistente, struttura pensata per il tuo caso, copy scritto da un professionista | Vuoi distinguerti da chi usa lo stesso template, hai traffico da portare (Google, social, referral) |
| 5.000 – 15.000 €+ | Sviluppo su misura, integrazioni (gestionale, prenotazioni online, pagamenti, CRM), performance e SEO tecnica curate | Il sito deve fare qualcosa — vendere, prenotare, scambiare dati con altri sistemi — non solo esistere |
Il preventivo da 600 euro non è "un sito fatto male": è un sito senza lavoro su misura dentro. Va benissimo se ti serve una vetrina con orari, indirizzo e tre foto. Il problema è quando lo confronti con un preventivo da 11.000 euro e ti aspetti la stessa cosa, solo più cara.
Cosa sposta davvero il prezzo
- Quante pagine ha bisogno di modifiche su misura — una landing page e un catalogo prodotti con filtri sono due lavori diversi
- Se deve parlare con altri sistemi — un sito che si collega al gestionale per mostrare le disponibilità in tempo reale richiede sviluppo, non un plugin
- Chi scrive i testi — un copywriter che sa vendere il tuo prodotto costa, ma spesso è la voce di budget con il ritorno più alto
- Quanto lavoro va oltre il lancio — un sito su misura ha bisogno di manutenzione: aggiornamenti, backup, piccole modifiche. Chiedi sempre cosa succede dopo la consegna, non solo quanto costa prima.
Quando spendere di più è uno spreco
Se hai un'attività locale, pochi prodotti o servizi che cambiano raramente, e nessun bisogno di integrare il sito con altro (magazzino, prenotazioni, CRM), un sito su misura da 8.000 euro è un investimento che probabilmente non si ripaga. Non perché il lavoro non valga quella cifra, ma perché quella cifra compra funzionalità che non userai mai.
Il caso opposto capita più spesso di quanto pensi: un'azienda che ha bisogno di gestire prenotazioni, magazzino o preventivi online prova a risparmiare con un template da 800 euro, poi scopre che ogni modifica richiede workaround, plugin che si rompono a ogni aggiornamento, e un anno dopo rifà tutto da capo — pagando due volte.
Le domande da fare prima di firmare un preventivo
- Cosa succede se tra sei mesi voglio aggiungere una pagina o cambiare un testo? Lo faccio da solo o devo richiamarvi (e pagare)?
- Il prezzo include hosting, dominio, certificato di sicurezza, o sono voci a parte?
- Chi è il proprietario del codice e dei contenuti? Se cambio fornitore tra due anni, posso portarmi via tutto?
- Cosa è compreso nella manutenzione, e cosa no?
Un preventivo onesto risponde a queste domande senza scomporsi. Se la risposta è vaga, la vaghezza di solito si paga dopo, non prima.