Hai appena firmato per il sito nuovo. 2.800€, tutto compreso, ti hanno detto. Poi arriva la prima scadenza di hosting, il rinnovo del dominio, e quella telefonata dell'agenzia che ti chiede 400€ per "aggiornare il plugin di sicurezza". Non è successo niente di strano: è semplicemente la parte del contratto che nessuno ti ha spiegato prima.
Un sito non è un prodotto che compri una volta. È più simile a un'auto: il prezzo d'acquisto è solo l'inizio. E come per l'auto, la differenza tra un buon affare e una fregatura si vede dopo, quando arrivano le spese di gestione.
Le voci che continuano a costare
| Voce | Costo indicativo annuo | Cosa succede se non paghi |
|---|---|---|
| Hosting | 50–300€ | Il sito sparisce, letteralmente |
| Dominio | 10–20€ | Qualcun altro può registrarlo al posto tuo |
| Certificato SSL | 0–100€ (spesso incluso nell'hosting) | Il browser segnala "sito non sicuro" |
| Aggiornamenti CMS e plugin | 150–600€ | Falle di sicurezza, rischio di sito violato |
| Backup | 0–150€ | Se qualcosa si rompe, riparti da zero |
| Piccole modifiche ai contenuti | Variabile, spesso a consumo | Il sito invecchia, resta fermo al giorno del lancio |
Messe insieme, per un sito vetrina di una piccola impresa parliamo di 300–800€ l'anno, anche senza contare modifiche straordinarie. Per un e-commerce o un sito con funzionalità su misura, la cifra sale facilmente a 1.500–3.000€ l'anno.
Perché nessuno te lo dice prima
Non è sempre malafede. Molte agenzie preventivano solo la realizzazione perché è la parte che si vende meglio: un numero secco, un sito pronto entro sei settimane. Il costo di gestione lo scoprono i clienti dopo, quando ormai il sito è online e cambiare fornitore significa ricominciare da capo.
Chi invece lo nasconde apposta lo fa per un motivo preciso: un contratto di manutenzione scritto in modo vago è una rendita comoda. Se non sai cosa include davvero "assistenza tecnica inclusa", quella frase può voler dire tutto o niente.