Se hai una Srl e non hai ancora comunicato la PEC come amministratore al Registro delle Imprese, la scadenza è passata da un pezzo: il 31 dicembre 2025. Le Camere di Commercio hanno concesso una tolleranza fino al 31 marzo 2026 per chi si metteva in regola da solo, senza sanzioni. Oggi, alla fine di settembre 2026, quella finestra è chiusa da sei mesi.
Non è un dettaglio burocratico da rimandare ancora. Vediamo chi deve farla, chi invece può ignorare tutto questo articolo, e cosa rischi se sei ancora scoperto.
Chi deve avere la PEC, e chi no
L'obbligo riguarda solo le società di capitali: Srl, Spa, Sapa, le società consortili e le cooperative. Se hai una Snc o una Sas — una società di persone — questo obbligo non ti tocca.
Anche dentro una società di capitali, non serve che ogni amministratore abbia la sua PEC personale. La legge chiede che la società comunichi il domicilio digitale di una sola figura tra:
- l'amministratore unico,
- l'amministratore delegato,
- il presidente del consiglio di amministrazione.
Se in azienda avete già una PEC della società registrata al Registro Imprese, non basta: quella è il domicilio digitale dell'impresa, non della persona che la amministra. Sono due comunicazioni diverse.
Cosa rischi se non l'hai ancora fatta
La sanzione per chi non ha comunicato il domicilio digitale va da 206 a 2.064 euro. C'è uno sconto: se ti metti in regola entro 30 giorni dalla contestazione, la sanzione si riduce a un terzo — quindi tra 68 e 688 euro.
In pratica, quello che succede oggi in molte Camere di Commercio è questo: arriva una diffida, hai 30 giorni per sistemare la posizione con la sanzione ridotta, e solo dopo — se continui a ignorarla — la sanzione piena.
Non aspettare la diffida per muoverti. Costa uguale sistemarla adesso o dopo una lettera della Camera di Commercio, con la differenza che adesso non hai ancora la sanzione sul collo.