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Nuova Sabatini 2026: finanzia un gestionale o un'app aziendale, ma non aspettarti che copra il sito

Il contributo statale abbassa il costo di un prestito per software e beni strumentali. Su cosa funziona davvero, e su cosa quasi sempre no, risposta per risposta.

A un imprenditore che ha appena sentito la parola "Sabatini" da un fornitore o dal commercialista, di solito restano più domande che risposte. Proviamo a rispondere a quelle vere, una per una.

Cos'è, senza il linguaggio da bando

Non è un contributo a fondo perduto. È un meccanismo in due passaggi: prima una banca o una società di leasing ti finanzia l'acquisto di un bene (tra 20.000 euro e 4 milioni, restituibile in massimo cinque anni), poi il Ministero delle Imprese ti versa un contributo che riduce gli interessi che paghi su quel prestito. In pratica: il prestito lo prendi comunque, ma ti costa meno.

Quanto costa meno, in numeri

Il contributo è calcolato su un tasso convenzionale, non sul tasso reale che ti fa la banca: 2,75% per investimenti ordinari, 3,575% per investimenti digitali (rientrano qui software e tecnologie 4.0) e green. Con la variante "Sabatini Capitalizzazione", pensata per chi rafforza anche il capitale sociale, il contributo per micro e piccole imprese può salire fino al 5%. Su un finanziamento di 100.000 euro per cinque anni, il contributo può valere alcune migliaia di euro nel tempo — non trasforma l'investimento in un regalo, ma abbassa in modo concreto la rata.

Un gestionale rientra?

Sì, e senza troppi dubbi. La misura copre esplicitamente software e tecnologie digitali tra i beni finanziabili, oltre a macchinari, hardware e beni strumentali in generale. Un gestionale nuovo, un ERP, un sistema per la produzione: rientrano nella categoria per cui la Sabatini è stata pensata.

Un'app aziendale rientra?

Dipende da come viene fatturata. Se l'app viene acquisita come licenza software o come bene strumentale con un contratto chiaro di fornitura, generalmente sì. Se invece è uno sviluppo su misura fatturato come prestazione di consulenza o servizio continuativo, la banca che istruisce la pratica potrebbe non classificarla come bene strumentale ammortizzabile. Prima di firmare il contratto di sviluppo, vale la pena chiedere all'istituto di credito come intende trattarlo: cambia la sostanza di cosa puoi finanziare.

E un sito web?

Qui la risposta onesta è: quasi mai, e non conviene nemmeno provarci. Un sito vetrina o un e-commerce standard vengono trattati contabilmente come costo di marketing o servizio, non come bene strumentale nuovo — che è il requisito centrale della misura. Ci sono casi limite (una piattaforma software proprietaria e complessa, fatturata e capitalizzata come bene immateriale) in cui in teoria potrebbe rientrare, ma per il sito che si fa fare la maggior parte delle PMI la Sabatini non è lo strumento giusto. Se ti serve finanziare un sito, guarda altrove: alcuni voucher regionali per la digitalizzazione lo coprono meglio.

Cosa resta fuori sempre

  • Beni usati
  • Beni non ancora completati o consegnati
  • Terreni e fabbricati

Come si chiede

La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma del Ministero (benistrumentali.dgiai.gov.it), di solito con l'assistenza della banca o del confidi che eroga il finanziamento. Per il 2026 sono stanziati 200 milioni di euro, altri 450 milioni arriveranno nel 2027: i fondi si esauriscono per ordine cronologico di domanda, quindi conviene muoversi appena il progetto è definito, non aspettare l'ultimo trimestre.

Si può sommare ad altro?

Sì: la Nuova Sabatini è cumulabile con il credito d'imposta della Transizione 5.0, quando l'investimento riguarda beni 4.0 con risparmio energetico certificato. In quel caso il risparmio si costruisce su due livelli — tasso agevolato sul finanziamento e credito d'imposta sulle tasse — ed è la combinazione più efficiente per chi sta comunque per investire cifre a cinque o sei zeri.

La domanda da farsi non è "posso usare la Sabatini per digitalizzarmi", ma "il bene che sto comprando è un bene strumentale o un servizio". La differenza, sulla carta, vale l'intero finanziamento.