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L'iperammortamento 2026 conviene a una PMI piccola, o è roba per chi investe milioni

Dal 2026 la Transizione 5.0 non è più un credito d'imposta ma una maggiorazione fiscale sui beni 4.0. Come funziona davvero, e quando i costi della procedura superano il risparmio.

Marco ha una falegnameria a Bergamo, sei dipendenti e una fresa a controllo numerico che si è rotta due volte quest'anno. Il preventivo per una nuova, con un software di monitoraggio che si collega al gestionale dell'azienda, è 78.000€. Il rappresentante gli ha detto: "con la Transizione 5.0 recuperi un bel po'". Marco ha pensato: sarà roba per le fabbriche grandi, io ho sei persone in tutto.

Non è così. E vale la pena capire perché, perché dal 1° gennaio 2026 le regole sono cambiate parecchio rispetto a prima.

Cosa è cambiato rispetto al vecchio credito d'imposta

Fino al 2025 esisteva un credito d'imposta: lo Stato ti restituiva una percentuale della spesa, sotto forma di compensazione nel modello F24. Dal 1° gennaio 2026 quel meccanismo è stato sostituito dall'iperammortamento. Il principio è diverso: non ricevi soldi indietro, ma puoi dedurre dalle tasse un valore superiore al prezzo che hai davvero pagato per il macchinario.

In pratica, sulla parte di investimento fino a 2,5 milioni di euro, il costo fiscale del bene viene maggiorato del 180%. Da 2,5 a 10 milioni la maggiorazione scende al 100%, e da 10 a 20 milioni al 50% — fasce che, diciamocelo, riguardano ben poche PMI italiane. Quanto questo si traduce in tasse risparmiate davvero dipende dalla tua aliquota IRES o IRPEF: qui sto dando il meccanismo, il numero esatto sul tuo caso te lo calcola il commercialista in dieci minuti.

Cosa serve per avere diritto alla maggiorazione

Due condizioni contano più delle altre:

  • Il bene deve rientrare tra quelli agevolabili 4.0: macchinari, robotica, software avanzati collegati alla produzione, oppure impianti per l'energia pulita come il fotovoltaico.
  • Il bene deve essere interconnesso al sistema informatico e gestionale dell'azienda. Non basta comprarlo: deve "parlare" con il resto — con il gestionale che tieni i dati di produzione, magazzino, manutenzione.

Una buona notizia rispetto al passato: non serve più la certificazione di riduzione dei consumi energetici che era obbligatoria nella vecchia Transizione 4.0. Questo allarga parecchio la platea di investimenti che possono accedere.

Come si chiede

La procedura passa dalla piattaforma del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, attiva da giugno 2026. Tre passaggi: comunicazione preventiva sull'investimento che vuoi fare, conferma con il pagamento di un acconto di almeno il 20% del valore del bene, e a lavori conclusi l'invio della documentazione finale. Gli investimenti devono essere completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 — c'è tempo, ma non infinito.

Quando non conviene

Qui viene la parte che il rappresentante di vendita non ti dice.

Se l'investimento è piccolo — sotto i 10-15.000€, diciamo — le ore di commercialista per gestire comunicazione preventiva, acconto vincolato e rendicontazione finale possono costare più del risparmio fiscale che porti a casa. Non è un errore tuo, è che la procedura ha un costo fisso che su cifre piccole pesa proporzionalmente di più.

Se stai per comprare un macchinario "4.0" solo per intercettare l'agevolazione, e non hai davvero intenzione di collegarlo al gestionale, non partire: il requisito dell'interconnessione è quello su cui viene fatta la maggior parte dei controlli, e se non lo soddisfi rischi di perdere tutto il beneficio a lavori già fatti.

E se la tua azienda ha utili bassi o è in perdita, ricorda che stai comunque parlando di una deduzione fiscale maggiorata: meno tasse paghi in partenza, meno vale per te questo tipo di agevolazione.

Prima di firmare il preventivo, fatti dire dal commercialista due numeri: quanto risparmi davvero in tasse, e quanto ti costa la burocrazia per ottenerlo. Se il primo è nettamente più alto del secondo, la fresa di Marco vale la pena comprarla adesso. Se sono vicini, comprala lo stesso se ti serve — ma non aspettarti che la Transizione 5.0 sia il motivo per farlo.