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Vendi in Francia o in Germania? La fattura elettronica cambia anche lì, ma non come pensi

Francia e Germania stanno rendendo obbligatoria la fattura elettronica tra il 2026 e il 2028. Ecco chi è davvero toccato tra le PMI italiane che esportano, e chi no.

Se hai un'azienda in Emilia che vende macchine utensili a un'officina tedesca, o un laboratorio in Puglia che spedisce abbigliamento a un negozio francese, nelle ultime settimane ti sarà capitato di leggere titoli tipo "fattura elettronica obbligatoria anche in Francia e Germania". Vero, ma con una precisazione che quasi nessun articolo fa: quegli obblighi sono nazionali, e riguardano prima di tutto le aziende con sede o partita IVA in quei due paesi. Vediamo cosa cambia davvero per chi, come te, fattura dall'Italia.

Cosa succede in Germania

La Germania ha già fatto il primo passo: dal 1° gennaio 2025 ogni azienda tedesca deve essere in grado di ricevere fatture elettroniche in formato strutturato (XRechnung o ZUGFeRD) per le operazioni tra imprese tedesche. Gli obblighi di emissione arrivano dopo, e in due tempi: dal 1° gennaio 2027 per le aziende tedesche con fatturato sopra gli 800.000 euro, dal 1° gennaio 2028 per tutte le altre.

Nota il dettaglio: questo riguarda le fatture tra aziende tedesche. Se vendi dall'Italia a un cliente in Germania, la tua fattura resta oggi una fattura intracomunitaria italiana, con le sue regole (reverse charge, SDI per l'Italia). Il cliente tedesco potrebbe comunque chiederti, per comodità sua, di mandargli un file in un formato che il suo gestionale digerisce meglio: in quel caso non è la legge a obbligarti, è lui che te lo chiede per semplificarsi la vita.

Cosa succede in Francia

La Francia procede a scaglioni sul lato di chi deve emettere: dal 1° settembre 2026 le grandi e medie imprese francesi, dal 1° settembre 2027 le piccole e micro imprese francesi. Sul lato di chi deve ricevere, invece, l'obbligo è più largo e arriva prima: dal settembre 2026 tutte le aziende con sede in Francia devono poter ricevere fatture elettroniche tramite una piattaforma accreditata (PDP). Anche qui, come in Germania, il perimetro dell'obbligo sono le aziende francesi tra loro: chi vende dall'Italia resta fuori dall'obbligo diretto, salvo che il cliente francese non lo richieda comunque.

Quando ti riguarda davvero

  • Hai una filiale, una sede secondaria o una partita IVA locale in Francia o Germania? Allora sì, l'obbligo è tuo, con le date sopra.
  • Vendi dall'Italia a clienti business in quei paesi, senza sede lì? Oggi non sei obbligato a usare il loro sistema nazionale. Ma aspettati che, con il tempo, più clienti ti chiedano fatture in formati compatibili: è un buon motivo per informarsi, non per correre a spendere subito.
  • Vendi solo in Italia? Questo articolo non ti riguarda: nessuna di queste due scadenze ti tocca.

C'è un motivo per cui vale la pena saperlo comunque, anche se oggi non sei obbligato: l'Unione Europea sta lavorando a una riforma comune (si chiama ViDA, VAT in the Digital Age) che punta a rendere la fattura elettronica strutturata lo standard per tutte le operazioni intracomunitarie entro la fine del decennio. Le mosse di Francia e Germania sono, in un certo senso, un'anticipazione di quello che arriverà a livello europeo. Non è urgente cambiare gestionale oggi per questo. È utile, quando lo cambi per altri motivi, controllare che chi te lo vende sappia già di cosa si parla.

Cosa controllare, in pratica

Se esporti verso Francia o Germania in modo stabile, due domande da fare al tuo commercialista o al fornitore del gestionale: il tuo software genera già fatture in formato XML strutturato conforme allo standard europeo EN 16931 (lo stesso usato da XRechnung e ZUGFeRD)? E se un cliente tedesco o francese ti chiedesse quel formato oggi, quanto ti costerebbe adeguarti rispetto a farlo con calma nei prossimi due anni? Nella maggior parte dei casi la risposta seconda è "molto meno": è un aggiornamento del gestionale, non una migrazione da zero, se il fornitore è serio.