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Cosa chiedere a un'agenzia web prima di firmare il contratto

Tre preventivi diversi, stesse promesse. Sette domande che ti fanno capire con chi hai a che fare — prima di sborsare un euro.

Hai chiesto tre preventivi. Uno è 1.200€, uno è 4.500€, uno è 11.000€. Tutti e tre promettono "un sito professionale che converte". Qual è la differenza?

Spesso non si capisce finché non hai firmato. Ma ci sono domande che, fatte prima, ti fanno capire con chi hai a che fare. Non servono competenze tecniche: servono le domande giuste.

Mostrami tre siti che hai fatto per aziende nel mio settore

Non "il tuo portfolio". Tre siti, settore simile, possibilmente aziende con il tuo stesso pubblico. Se l'agenzia fatica a trovarne tre, hai già una risposta.

Quando ti mostrano un sito, aprilo davvero. Vai su Google e cerca una parola chiave del settore: quel sito appare? Aprilo da telefono: si carica in meno di tre secondi? Se un sito che ti mostrano come riferimento ha questi problemi, il tuo finirà uguale.

Chi lavora concretamente al progetto?

Molte agenzie vendono bene e poi esternalizzano il lavoro. Non è necessariamente un problema — dipende a chi — ma devi saperlo. Chiedi: "Chi fa il design? Chi scrive il codice? Lavorate con freelance o con dipendenti interni?"

Se la risposta è vaga ("il nostro team", "noi gestiamo tutto internamente"), chiedi un nome. "Con chi parlerei se ho una domanda tecnica durante il progetto?" Una risposta precisa è un buon segno.

Quante revisioni sono incluse, e in quale fase del progetto?

Questa domanda evita il 90% dei conflitti. "Revisioni illimitate" non esiste: significa o che si litiga per ogni modifica, o che le modifiche sono così piccole da essere quasi inutili.

Vuoi sapere: quanti giri di revisione sono previsti, su cosa (testi? grafica? struttura?), e fino a che punto del progetto è possibile cambiare qualcosa di sostanziale. Cambiare il menu di navigazione a progetto al 70% costa dieci volte di più che farlo all'inizio.

Il sito, dopo la consegna, è mio?

Domanda semplice, risposta che deve essere semplice: sì.

In concreto significa: il dominio è intestato a te (non all'agenzia), l'hosting puoi spostarlo se vuoi, il codice non è bloccato su una piattaforma proprietaria che non esiste più tra cinque anni. Chiedilo esplicitamente. Se la risposta è lunga e piena di "dipende", prendi nota.

Cosa succede se il sito si rompe alle 22:00 di un venerdì?

Non deve succedere spesso, ma succede. Vuoi sapere: c'è un numero di telefono o un sistema di ticket? I tempi di risposta sono garantiti da qualche contratto? Quanto costa la manutenzione mensile?

Molte agenzie non offrono assistenza post-consegna, oppure la offrono a tariffe orarie non comunicate prima. Niente di sbagliato — ma devi saperlo adesso, non quando hai il sito giù e non trovi nessuno.

Cosa non è incluso nel preventivo?

Questa è la domanda che vale più di tutte. La risposta ti dice dove finisce il lavoro dell'agenzia e dove inizi a pagare di più.

Cose che spesso non sono incluse e che nessuno ti dice prima: le fotografie (useranno stock photo se non ne fornisci), i testi (devi scriverli tu o pagare un copywriter separato), le traduzioni se vuoi il sito in più lingue, l'ottimizzazione per i motori di ricerca oltre la base, il collegamento con il tuo CRM o gestionale.

Non è una truffa. È che i preventivi confrontabili si fanno su progetti identici, e due agenzie includono cose diverse nel perimetro. Sapere cosa manca ti permette di confrontare prezzi reali, non prezzi di partenza.

Quanto tempo ci vuole, in settimane vere?

Stima tipica: da brief firmato a sito online, 6–10 settimane per un sito aziendale standard. Meno di quattro settimane è possibile solo su progetti piccoli o con template molto rigidi. Più di tre mesi può capitare su progetti complessi, ma deve venire con una spiegazione.

Chiedi anche: "Se ci si blocca nella fase di revisione, i tempi si spostano?" La risposta onesta è sì, e dipende anche da quanto velocemente rispondi tu ai feedback. Una buona agenzia te lo dice subito.

I segnali che fanno capire con chi hai a che fare

Buon segno: risposte precise anche sulle domande scomode, disponibilità a mandare tutto per iscritto, possibilità di parlare con un cliente precedente come referenza.

Segnale d'allarme: "Dipende, prima facciamo un incontro" su domande semplici. Il portfolio più recente ha due anni. Non ti dicono chi fa il lavoro concretamente. Il preventivo è un numero senza nessuna voce di dettaglio.

Un'agenzia che risponde bene a queste domande ti fa capire che sa quello che fa. E se invece le schiva, hai evitato sei mesi di problemi.