Giulia ha uno studio di fisioterapia a Brescia. Nel 2023 ha pagato 2.800€ per un sito. Nel 2024, quando ha chiesto di aggiungere la prenotazione online, ha scoperto che l'agenzia aveva costruito tutto su un tema a pagamento da 60€ che lei non possedeva, su un hosting che pagava l'agenzia — e rifatturava con margine — con credenziali che non aveva mai ricevuto.
Aggiungere la prenotazione online: altri 900€. Trasferire il sito altrove: secondo l'agenzia, "tecnicamente complicato".
Non è una storia rara. È la storia di chi non sapeva cosa chiedere prima di firmare.
Il dominio: di chi è?
Il dominio deve essere intestato a te, non all'agenzia. Chiedi il nome del registrar (Aruba, GoDaddy, Cloudflare, Register.it) e verifica che l'account sia tuo o che ti venga trasferito entro la consegna del sito.
Se l'agenzia registra il dominio a nome proprio, hai due opzioni: cambia agenzia, oppure firma un accordo scritto che prevede il trasferimento gratuito a prima richiesta. Senza quell'accordo, il dominio è il loro: se litigate, il tuo indirizzo web rimane in mano loro.
L'hosting: chi paga e cosa succede se smetti
Ci sono due modelli. Nel primo, l'agenzia include l'hosting nel canone e gestisce tutto: comodo, ma il server non è tuo. Nel secondo, apri tu un account su un provider e l'agenzia vi lavora sopra: più controllo, rapporto diretto col provider.
Se scegli il primo modello, una domanda è obbligatoria: se interrompo il contratto, il sito mi viene consegnato o rimane sul vostro server? La risposta giusta è che il sito ti viene consegnato in un formato esportabile. Se la risposta è vaga o include parole come "dipende" e "valutiamo", chiedi che sia messa per iscritto nel contratto.
Le credenziali: le ricevo tutte?
Admin del CMS, pannello di controllo dell'hosting, account del registrar: tutte queste credenziali devono arrivare a te alla consegna del sito. Non accettare "le gestiamo noi per semplicità" come risposta definitiva. Puoi delegare la gestione operativa, ma le credenziali devono esistere e devono essere tue.
Se l'agenzia chiude domani, devi poter accedere a tutto. È una regola di sopravvivenza, non una mancanza di fiducia.
Il sito è davvero mio?
Se il sito è costruito su Wix, Squarespace o una piattaforma SaaS analoga, il sito esiste solo finché paghi il canone. Se smetti di pagare o vuoi andartene, porti via i testi e le foto — il sito no. Non è necessariamente un problema: alcune di queste piattaforme offrono buone soluzioni. Ma devi saperlo prima, non dopo due anni.
Lo stesso vale per certi page builder proprietari: chiedere se il sito può essere ospitato su qualsiasi server, o solo su quello dell'agenzia, è una domanda legittima.