Se il 15 giugno 2026 non hai fatto niente sul tuo sito, e usi Google Ads o Google Analytics, da quel giorno Google ha smesso di darti tutti i dati che avevi prima. Non un avviso, non un blocco: i numeri si sono semplicemente ridotti, e probabilmente non te ne sei nemmeno accorto.
Il problema si chiama Consent Mode v2, ed è la parte tecnica di una cosa che conosci già a metà: il banner dei cookie. Non basta più chiedere il consenso e nascondere lo script finché l'utente non clicca "accetta". Da giugno, se il tuo sito non manda a Google un segnale specifico su cosa l'utente ha scelto — anche quando non ha accettato niente — Google Ads e Analytics iniziano a scartare buona parte del traffico da chi naviga dall'Europa.
Cosa vuol dire in pratica per i tuoi numeri
Se hai una campagna Google Ads attiva, il modo in cui viene misurata la conversione dipende da questo segnale. Senza, Google stima quante vendite ha portato una campagna con un modello statistico, invece di contarle davvero. La stima tende a essere più bassa di quella reale, e in un'azienda con poco traffico — una PMI locale, non un e-commerce con centinaia di conversioni al giorno — il modello lavora peggio, perché ha meno dati su cui basarsi.
Risultato concreto: se stai decidendo se spegnere una campagna perché "non converte", ma i numeri che guardi sono numeri stimati per difetto, rischi di spegnere l'unica campagna che invece funzionava.
Come controlli se il tuo sito ce l'ha già
Tre minuti, senza sviluppatori:
- Apri il tuo sito in incognito, apri gli strumenti sviluppatore del browser (tasto F12), vai nella scheda "Rete" e ricarica la pagina.
- Cerca una richiesta verso google-analytics.com o googleads.g.doubleclick.net.
- Se dentro trovi i parametri gcs e gcd, il Consent Mode è attivo. Se non li trovi, non lo è.
Se usi Google Tag Manager insieme a una piattaforma di gestione dei consensi certificata (iubenda, Cookiebot, Didomi e simili, aggiornate nel 2026), è probabile che sia già tutto a posto: la maggior parte di queste piattaforme ha aggiornato il proprio codice prima della scadenza. Il rischio vero riguarda chi ha un banner cookie "fatto in casa" anni fa, o un sito senza una piattaforma di questo tipo, dove nessuno ha più toccato nulla da allora.