Marco vende e installa climatizzatori a Bari. A giugno il telefono e il WhatsApp aziendale non si fermano mai: gente che chiede prezzi, disponibilità per un sopralluogo, se il modello X è compatibile con l'impianto che ha già in casa. Sua moglie, che fa anche la contabilità, passa due ore al giorno solo a rispondere a messaggi, spesso sempre agli stessi tre.
Ha installato un chatbot sul sito. Dopo tre settimane l'ha tolto. Non perché non funzionasse: perché i clienti che avevano un problema vero — il condizionatore che perde acqua a fine luglio, con l'installatore in ferie — si trovavano davanti a un robot che rispondeva “Contattaci per maggiori informazioni” in loop. Ha perso due clienti che glielo hanno detto chiaramente al telefono, dopo.
Il chatbot non era la causa del problema. Era piazzato nel punto sbagliato, a fare il lavoro sbagliato.
Cosa fa davvero un chatbot (e cosa non fa)
Ci sono due tipi di chatbot, ed è la prima cosa da capire prima di spendere qualcosa.
A regole: risponde solo a domande previste in anticipo, con un albero di opzioni (“Vuoi sapere: 1) orari, 2) prezzi, 3) assistenza”). Costa poco, si costruisce in un pomeriggio, ma se il cliente scrive qualcosa fuori dallo schema si blocca.
Con intelligenza artificiale: legge il messaggio e prova a capire cosa vuole, anche se scritto in modo storto o con errori. Costa di più — tra 50 e 300 euro al mese per un piano su una piattaforma pronta, di più se è costruito su misura e collegato al tuo gestionale — ma gestisce meglio le domande impreviste. Non “capisce” davvero: prevede la risposta più probabile in base a quello che ha letto. Su domande semplici funziona bene. Su domande ambigue, a volte inventa.
Quando funziona
- Domande ripetitive con risposta sempre uguale: orari, indirizzo, se fate un certo servizio, tempi di consegna standard.
- Filtro prima di un umano: raccoglie nome, problema, foto, e poi passa la conversazione a una persona già con le informazioni pronte.
- Fuori orario: risponde alle 23 di sabato a chi sta solo cercando informazioni, senza far aspettare fino a lunedì.
- Stato di un ordine o di una pratica: “a che punto è il mio preventivo” è una domanda che un sistema collegato al gestionale risponde meglio di una persona che deve andare a cercare.
In questi casi un chatbot toglie davvero ore. Se hai un dipendente che passa 10 ore a settimana a rispondere sempre alle stesse cinque domande, stai pagando uno stipendio per fare da centralino a domande che si rispondono da sole.