Chiara ha un'azienda di logistica a Bologna, dodici dipendenti, e da mesi rimanda l'acquisto di un gestionale per il magazzino: 6.000 euro sono una cifra che preferirebbe non sborsare tutta insieme. Ha sentito parlare di "voucher digitalizzazione" ma ogni articolo che trova online cita un bando diverso, con percentuali diverse, e non capisce se stanno parlando della stessa cosa o di dieci misure differenti. Non sta parlando di dieci misure differenti — o meglio, un po' sì, ed è proprio questo il punto da chiarire prima di perdere tempo dietro alla misura sbagliata.
Il voucher che riguarda quasi tutte le PMI: Doppia Transizione
Nel 2026 la misura più rilevante per una PMI che vuole digitalizzare — gestionale, cloud, cybersecurity, e-commerce — è il Voucher Doppia Transizione, promosso da Unioncamere attraverso i Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di Commercio. È la prima edizione pensata su scala nazionale, con una dotazione complessiva stimata intorno ai 150 milioni di euro nel triennio 2026-2029.
Il contributo può arrivare fino al 70% delle spese, con un tetto massimo che nella maggior parte dei bandi territoriali si aggira sui 10.000 euro. Per il gestionale da 6.000 euro di Chiara, significa un contributo potenziale intorno ai 4.000 euro — se il bando della sua Camera di Commercio lo prevede a quelle condizioni.
Il dettaglio che cambia tutto: non è un bando unico
Qui sta la fonte di confusione. Unioncamere ha definito una struttura comune, ma ogni Camera di Commercio pubblica il proprio bando territoriale, decidendo in autonomia la dotazione finanziaria, la percentuale di contributo, l'importo massimo, l'investimento minimo ammissibile e le date di apertura. Il bando della tua provincia può avere condizioni diverse da quello della provincia accanto. Non esiste una pagina unica con "il" bando 2026: esiste una piattaforma nazionale (puntoimpresadigitale.camcom.it) che raccoglie via via le opportunità, ma il bando che conta è quello della tua Camera di Commercio di competenza.
Le domande si preparano sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, attiva dall'8 luglio 2026. La procedura, in molti bandi territoriali, è a sportello cronologico — in pratica un click day: chi presenta la domanda completa per primo, tra i requisiti soddisfatti, ha più probabilità di rientrare nei fondi disponibili prima che si esauriscano.