Marco ha un'azienda di allarmi e videosorveglianza vicino Bergamo, quattro tecnici e un elenco di preventivi che cresce ogni settimana. Il problema non è mandarli, i preventivi: è quello che succede dopo. Su cento preventivi inviati, forse quindici tornano indietro con una risposta. Gli altri ottantacinque spariscono, non perché il cliente abbia detto no, ma perché nessuno lo ha più richiamato.
È il caso più comune che vediamo: il follow-up non manca per pigrizia, manca per tempo. Un tecnico che passa la giornata tra sopralluoghi e installazioni non si siede al computer a scrivere "gentile cliente, le scrivo per sapere se ha avuto modo di valutare il preventivo". E anche se lo facesse, lo farebbe in modo irregolare: oggi sì, la settimana prossima no, tra un mese se ne dimentica.
Cosa vuol dire davvero "automatizzare i follow-up"
Non è mandare una mail uguale a tutti i contatti del gestionale. È impostare delle regole: se un preventivo non ha risposta dopo 3 giorni, parte un messaggio. Se non risponde dopo 10 giorni, ne parte un altro con un tono diverso. Se il cliente ha comprato, dopo 30 giorni parte una richiesta di recensione. Tutto questo lo fa un software, non una persona, e lo fa sempre, senza dimenticarsene.
I numeri che vediamo più spesso: un follow-up automatico ben fatto recupera tra il 10% e il 20% dei preventivi che sarebbero finiti nel dimenticatoio. Su 100 preventivi mandati all'anno, significa 10-20 trattative in più riaperte. Non tutte diventano vendite, ma anche solo 3-4 chiuse in più giustificano il costo dello strumento, che di solito sta tra i 30 e i 100 euro al mese per una PMI.
Quando funziona
- Il messaggio cambia in base al comportamento del cliente. Chi ha aperto il preventivo tre volte ma non ha risposto riceve un messaggio diverso da chi non lo ha nemmeno aperto.
- Il tono resta quello dell'azienda. Se Marco scrive in modo informale ai clienti, il messaggio automatico scrive in modo informale. Se uno studio di commercialisti scrive in modo più formale, il messaggio resta formale.
- C'è un limite. Due o tre messaggi, poi basta. Il cliente che non risponde dopo il terzo tentativo va tolto dalla sequenza, non tempestato ogni settimana.
- Il canale è quello giusto. Un preventivo per un lavoro edile si segue meglio con una telefonata o un messaggio WhatsApp che con una mail che nessuno apre.