Giulia ha un negozio di scarpe a Bergamo, quindici anni di attività, una clientela fissa che la chiama per nome. Da un anno pensa di "mettersi online". Ha chiesto un preventivo a un'agenzia: 4.000 euro per il sito con carrello. Le sembra tanto, ma il conto che sta sbagliando è un altro: pensa che il sito sia la spesa. Non lo è. È la prima di cinque.
Il sito è la parte facile
Con WooCommerce, il plugin gratuito che si appoggia a WordPress, un hosting pensato per e-commerce parte da 8 euro al mese, e sulle vendite non paghi nessuna commissione al plugin. Con Shopify il piano base costa 29 euro al mese, ma il conto vero — tema a pagamento, app per le spedizioni, dominio, più la commissione dello 0,5-2% che Shopify trattiene se non usi il suo sistema di pagamento interno — arriva realisticamente fino a 300 euro al mese. Per una soluzione semplice, chiavi in mano, il budget di partenza più comune è tra 2.300 e 3.000 euro. Se invece ti serve qualcosa su misura — integrato col gestionale, con un catalogo che si aggiorna da solo — si parte da 1.500-3.000 euro per un progetto base, fino a 5.000-20.000 euro per progetti complessi.
Tempi realistici: 2-4 settimane per un e-commerce semplice, 1-3 mesi se serve integrazione con altri sistemi, fino a 6 mesi per progetti grandi.
Poi arrivano i pagamenti
Ogni euro che incassi online, qualcuno se ne prende un pezzo. PayPal trattiene il 2,49% più 0,35 euro a transazione. Stripe l'1,5% più 0,25 euro. SumUp ha una commissione fissa dell'1,95%. Nexi XPay si aggira intorno al 2,5% sui pagamenti a distanza, anche se qui il numero varia parecchio in base al contratto e ai volumi. Su 10.000 euro di vendite al mese, sono 150-250 euro che se ne vanno solo in commissioni, prima ancora di contare le spese di gestione.
Poi la legge
Chi vende online a un consumatore deve rispettare il Codice del Consumo. Il cliente ha 14 giorni dalla consegna per restituire un prodotto senza doverne spiegare il motivo: è il diritto di recesso (artt. 52 e seguenti). Se rispetti le regole, l'unico costo a suo carico è la spedizione del reso. Ma se dimentichi di scrivere chiaramente questa informazione, il termine non resta 14 giorni: sale fino a 12 mesi. Vale anche per prezzo, modalità di pagamento e di consegna: vanno dichiarati prima dell'acquisto, non scoperti dopo (artt. 49-49bis).