Quando un imprenditore dice “voglio un’app”, di solito intende una di queste cose:
- Vuole che i clienti possano fare qualcosa comodamente dal telefono.
- Ha sentito che i suoi concorrenti hanno un’app.
- Vuole sembrare più moderno o professionale.
- C’è davvero un’operazione che un’app fa meglio di qualsiasi altra soluzione.
Solo nell’ultimo caso serve un’app. In tutti gli altri, probabilmente no.
Cosa fa un sito mobile che non riesci a fare con un sito mobile
Niente.
Un sito fatto bene gira su telefono, si apre in due secondi, manda notifiche (con le PWA — Progressive Web App), funziona offline su certe pagine, si installa sulla home dello smartphone come un’icona. Lo fai aprire a un cliente e non nota la differenza da un’app nativa.
La differenza la nota lo sviluppatore che lo costruisce — il sito costa meno — e tu, che non devi pagare la manutenzione di una cosa su due store (App Store e Google Play).
Quando invece l’app ha senso
Ci sono casi in cui l’app non è un capriccio:
- Devi accedere alla fotocamera, al GPS, ai sensori del telefono in modo continuativo — per esempio un’app per i tuoi tecnici che girano sul campo e devono fare foto, geolocalizzarsi, firmare digitalmente.
- Hai bisogno di funzionare offline completo, non solo su alcune pagine — un catalogo con prezzi che i tuoi agenti consultano anche senza connessione.
- Devi integrarti con hardware esterno via Bluetooth o NFC: lettori di codici a barre, POS, macchinari.
- I tuoi utenti useranno l’app decine di volte al giorno e la velocità nativa fa la differenza.
Fuori da questi casi, un sito mobile ben fatto è quasi sempre la scelta giusta.
I numeri da conoscere prima di decidere
| Soluzione | Costo di partenza | Manutenzione annua |
|---|---|---|
| Sito responsivo ottimizzato mobile | 3.000–10.000€ | Bassa |
| PWA (sito con funzioni da app) | 5.000–12.000€ | Bassa |
| App nativa iOS + Android | 15.000–50.000€ | 15–20% del costo iniziale/anno |
La manutenzione dell’app comprende gli aggiornamenti obbligatori quando Apple o Google cambiano le regole — e le cambiano ogni anno. Non è facoltativo: se non aggiorni, l’app smette di funzionare o viene rimossa dallo store.
La domanda giusta da farsi
Non è “voglio un’app o un sito?”. È: cosa deve fare esattamente l’utente, e con quale frequenza?
Se la risposta è “vedere il catalogo, fare un ordine, contattarci, prenotare un appuntamento”: sito mobile.
Se la risposta è “scannerizzare codici a barre in magazzino, sincronizzare dati offline, mandare foto georeferenziate dal cantiere”: app.
Tutto il resto è marketing. Tuo, o del fornitore che ha interesse a venderti la soluzione più costosa.
Tre domande da fare prima di decidere: Con quale frequenza l’utente la usa al giorno? Ha bisogno di funzionare senza internet? Deve accedere a sensori o hardware? Se hai risposto “poco”, “no” e “no”, hai la risposta.