Elena ha un centro estetico con due sedi e vuole che le clienti prenotino da telefono senza chiamare. Il preventivo per un'app "vera", su App Store e Google Play, le è arrivato a 18.000 euro. Il preventivo per una PWA — un sito che si comporta come un'app, con icona sulla home e notifiche — le è arrivato a 6.000. Stessa funzione, un terzo del prezzo. Il dubbio è legittimo: dov'è la fregatura?
Cos'è davvero una PWA
Una Progressive Web App è un sito costruito per funzionare offline, aprirsi a schermo intero come un'app, e finire con un'icona sulla home del telefono — senza passare da nessuno store. Tecnicamente è ancora un sito: stesso codice per iPhone e Android, aggiornamenti istantanei senza aspettare l'approvazione di Apple o Google, nessuna commissione del 15-30% se un giorno vendi qualcosa dentro l'app.
Dove la PWA funziona bene
- Prenotazioni, ordini, aree riservate clienti — tutto ciò che è essenzialmente un modulo con dei dati dietro
- Aziende che vogliono lanciare in fretta e aggiornare spesso senza rifare la trafila dello store
- Budget limitato: si paga un solo sviluppo invece di due (iOS e Android separati)
Dove la PWA scricchiola, e nessuno te lo dice prima di firmare
Su Android una PWA si comporta quasi come un'app nativa: notifiche push affidabili, buona integrazione. Su iPhone è un'altra storia. Apple ha aperto alle notifiche push per le PWA solo dal 2023, e restano meno affidabili di quelle di un'app nativa: se l'utente non ha aggiunto l'icona alla home nel modo corretto, o se aggiorna iOS, le notifiche possono smettere di arrivare senza preavviso. Se il tuo modello di business dipende dal mandare un promemoria a un'ora precisa — un appuntamento, un turno, una scadenza — questo è un rischio reale, non teorico.
C'è poi una questione di fiducia, non tecnica: una parte dei tuoi clienti, soprattutto sopra i 45 anni, si fida di più di qualcosa che trova cercando nell'App Store per nome che di un sito con un pulsante "aggiungi alla home". Non è irrazionale: lo store fa da filtro, anche solo percepito.